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Beni Culturali: l'opportunità NFT


Venerdì 11 novembre si è tenuto il convegno “Beni culturali: l’opportunità NFT” presso il Ridotto del Teatro Comunale di Ferrara.
L’incontro, promosso e organizzato dalla Fondazione Estense in collaborazione con l’Associazione Guido Carli, che ha registrato fin da subito positivi riscontri di gradimento, ha richiamato circa un centinaio di partecipati, tra cui molti esponenti delle locali associazioni di promozione culturale ed artistica.

Oggetto principale di indagine sono state le tecnologie informatiche NFT e di come esse possano costituire un’opportunità concreta per la valorizzazione di beni cultural, in modo da aggiungere un ulteriore valore al patrimonio storico artistico italiano. Si è parlato in particolar modo di tecnologia “blockchain”, ovvero la piattaforma informatica che permette l’esistenza delle criptovalute. La blockchain è, infatti, alla base dei cosiddetti NFT (non-fungible token), un tipo speciale di “oggetto informatico” che rappresenta l'atto di proprietà ed il certificato di autenticità di un bene unico.

L’incontro è stato moderato da Cristiano Bendin, responsabile della redazione ferrarese de “Il Resto del Carlino” e sono intervenuti diversi professionisti che hanno analizzato vari aspetti di questo approccio innovativo al patrimonio artistico e culturale.

Nello specifico l’argomento è stato introdotto dagli organizzatori dell’evento Federico Carli, Presidente dell’Associazione “Guido Carli” e Giovanni Polizzi, Presidente della Fondazione Estense e Andrea Maggi, assessore comunale al Pnrr; è intervenuta anche la rettrice di UNIFE Laura Ramacciotti, l’assessore al Bilancio Regione Emilia-Romagna, Paolo Calvano, il commercialista e revisore contabile, Paolo Rollo, e infine Riccardo Maiarelli, presidente di ICOS SpA.
Quindi si è entrati nel vivo del convegno, cha ha visto alternarsi al microfono autorevoli relatori che hanno affrontato nello specifico questa tematica tramite anche degli esempi concreti. Il presidente di CINECA, Francesco Ubertini, ha introdotto l’argomento parlando di “Leonardo”, il supercomputer che esegue trilioni di operazioni al secondo, seguito poi da Giorgio Pedrazzi, data scientist di CINECA, che è entrato nel dettaglio con l’applicazione degli NFT nel campo delle opere d’arte.
Massimo Fantini, docente di economia della produzione audiovisiva di UNIBO, ha illustrato nel dettaglio in cosa consiste la tecnologia del “blockchain”, introducendo il concetto di “bene culturale intelligente” in grado “di fare in autonomia incassi e pagamenti”, mentre Giusella Finocchiaro, ordinario di diritto privato e diritto di internet di UNIBO, ha affrontato i profili giuridici degli NFT.
Infine Pietro di Natale, direttore della Fondazione Ferrara Arte, e Andrea Forlani, produttore di contenuti multimediali della stessa fondazione, hanno spiegato le possibili applicazioni degli NFT come strumento di promozione del patrimonio artistico culturale della città di Ferrara e hanno illustrato tre opere d’arte crittografiche, tra cui la riproduzione digitale del bugnato a forma di diamante dell’omonimo palazzo ferrarese.

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