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Il cielo in una stanza

Mercoledì 27 giugno 2007 alle 15,45 la Fondazione Cassa di Risparmio di Ferrara insieme al Ministero per i Beni e le Attività Culturali ed al Seminario Arcivescovile di Ferrara, presenteranno ufficialmente i lavori di restauro che hanno interessato quelle che possono essere considerate tra le più belle volte affrescate ancora esistenti a Ferrara. I due cicli pittorici sono accomunati dalla mano di Benvenuto Tisi da Garofalo, detto il Garofalo e si trovano in due distinti palazzi di Ferrara, presso le cui sedi si articolerà l'evento.

Alle 16,00 presso Palazzo Costabili, più comunemente conosciuto come "Palazzo di Ludovico il Moro", oggi sede prestigiosa del Museo Archeologico Nazionale di Ferrara, verranno presentati i lavori di restauro che hanno interessato l'Aula Costabiliana cosiddetta "Sala del Tesoro". La tradizione vuole che il palazzo, commissionato da Antonio Costabili a Biagio Rossetti, dovesse ospitare lo Sforza, marito di Beatrice d'Este, nel caso si fosse resa necessaria la sua fuga da Milano, ma la sopraggiunta morte di Ludovico insieme agli oneri economici comportati da una tale impresa interruppero nel 1503 i lavori che non furono mai completati.

L'attribuzione a Garofalo insieme alla datazione della volta sono ancora oggetto di studio, anche se è certo che la realizzazione dell'affresco avvenne in due momenti diversi. Il soffitto, databile tra il 1503 e il 1506, raffigura una scena di vita contemporanea animata da musici, putti e animali, affacciati da una balaustra, oltre la quale si apre un cielo turchino, attraversato da festoni di frutta. Al centro di quest'apertura illusionistica vi è una finta architettura che, raccordata al poggiolo da motivi a volute, funge da copertura e al tempo stesso da decorazione. Particolare degli affreschi della Sala del TesoroLa pittura del soffitto è stata raccordata alle pareti verticali, intorno al 1517, tramite la realizzazione di lunette, vele e pennacchi nei quali è illustrato il Mito di Eros ed Anteros. Tale soggetto, scelto dallo stesso Antonio Costabili, fu d'ispirazione per Garofalo e i suoi collaboratori nella veste poetica approntata dall'umanista Celio Calcagnini, stretto amico del Costabili.
I responsabili dei lavori insieme ai restauratori illustreranno gli interventi presentati in questa giornata, offrendo al pubblico e agli studiosi che vorranno intervenire, un momento di riflessione su questi importanti cicli decorativi ferraresi. Dopo che gli intervenuti avranno avuto modo di ammirare la Sala del Tesoro, ci si sposterà alle 18,30 presso il Seminario Vecchio via Cairoli 32.
In quelle che vengono chiamate le Sale del Garofalo si potrà ammirare l'altro ciclo pittorico protagonista della presentazione. Il nucleo primitivo dell'edificio fu commissionato da Leonello d'Este, che lo donò nel 1444 al suo Maestro di Camera Folco di Villafuora, nobile ferrarese ritratto anche da Mantegna. Dopo alterne vicende il palazzo passò ai Sacrati che, ammirando probabilmente la "Sala del Tesoro", tra il 1519 e il 1520 commissionarono al Garofalo questo ciclo decorativo. Il primo ambiente, entrando da via Cairoli, ospita un soffitto decorato a lacunari geometrici, impreziositi da grottesche e racemi. Il soffitto è raccordato ai piani verticali delle pareti per mezzo di lunette con relative vele e pennacchi, raffiguranti forse allegorie delle Virtù, delle Arti Liberali e delle Stagioni, la cui leggibilità risulta nonostante i restauri, largamente compromessa. Nell'ambiente attiguo, si può ammirare un secondo soffitto, a doppia volta, decorato con soggetti mitologici e biblici, inframmezzati da grottesche e volute. Al centro, riproponendo il modello mantegnesco della Camera degli Sposi, si affacciano da un poggiolo una serie di personaggi che si stagliano su un cielo terso.
La presentazione di questi due interventi di restauro, sostenuti dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Ferrara, vuole proporsi come un momento di buon auspicio per lo studio di questi preziosi cicli pittorici oltre che per la loro valorizzazione nei confronti di un pubblico sempre più ampio.

Fondazione Estense
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