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Un segnale di speranza nel Nord Est dello Sri Lanka: il nuovo padiglione ospedaliero di Nilaveli

Nel 2005 è cominciata con l'autorevole firma del Rettor Maggiore della Congregazione dei Salesiani, Pascual Chavez Villanueva, l'avventura del VIS accanto alla Fondazione Cassa di Risparmio di Ferrara a Nilaveli, villaggio rurale in un'area a forte presenza Tamil che aveva assoluto bisogno di un ospedale.

La struttura preesistente, poco più di un insieme di piccole costruzioni ad un piano, a malapena poteva rispondere alle esigenze di poche centinaia di persone offrendo servizi minimi. Unica alternativa, sobbarcarsi l'onere di fare a piedi 30 km per raggiungere l'Ospedale di Trincomalee. Era dunque proprio a Nilaveli che bisognava agire, in fretta, per accrescere le possibilità di assistenza e cura per i 50 mila abitanti della zona.

E l'impegno c'è stato, immediato: volontari instancabili al lavoro per preparare il progetto, renderlo operativo ed avviare i lavori. Quindi, il sostegno economico della Fondazione Cassa di Risparmio di Ferrara: 250 mila euro che hanno permesso di trasformare questo impegno in mattoni, in cemento, in strumentazioni mediche. Ma l'urgenza e la voglia di fare si sono dovute scontrare con le intemperie. Non solo meteorologiche, ma anche sociali e politiche. Nonostante gli impedimenti, gli ostacoli burocratici, i ripetuti stop ai lavori per ragioni di sicurezza, i dispacci che obbligavano i cooperanti ad abbandonare l'area degli scontri lasciando in sospeso gli interventi umanitari, quest'opera di ricostruzione ha seguito la sua strada. Si sono raccolti i frutti: un padiglione ospedaliero dotato di stanze per i pazienti, di un laboratorio, di una sala chirurgica e di una sala per le visite prenatali.

La struttura è stata inaugurata con una cerimonia l'11 luglio 2007. Il taglio del nastro, affidato a Sergio Lenzi, Presidente della Fondazione Carife, ha segnato un momento di grande condivisione: sulle note della banda locale - le tradizionali ghirlande di fiori al collo - le numerose personalità e autorità religiose presenti, dal figlio del Presidente dello Sri Lanka, Naal Rajapaksa, ai monaci buddisti, ad Antony Pinto Superiore della Visitatoria salesiana in Sri Lanka, all'Imam della Comunità musulmana, al volontario del VIS Riccardo Giannotta, hanno consegnato nelle mani degli abitanti di Nilaveli il nuovo padiglione.

Evidente l'entusiasmo per un lavoro ben fatto sia in relazione alle difficili condizioni dell'area, sia per la qualità e la natura dell'intervento. La presenza del Presidente della Fondazione ha costituito una sentita testimonianza di sentita partecipazione e di viva attenzione riposta nella realizzazione di questo progetto.

"Quella del nostro partenariato con le Fondazioni Bancarie è una esperienza oramai di lunga data. - Ha dichiarato il presidente del VIS, Massimo Zortea - Il VIS crede nelle potenzialità di sviluppo del "sistema Italia" nella solidarietà internazionale, attraverso una rete di contatti e relazioni, fondata sulla condivisione di valori, obiettivi e strumenti. Non si tratta cioè di una mera modalità di fund raising verso donatori di natura privata, come le Fondazioni bancarie, ma una filosofia che va ben oltre. Fare sistema, fra i molti altri significati, vuol dire associare strategicamente competenza e radicamento profondo nei contesti di povertà, che può fornire un organismo a diffusione mondiale come il VIS, a capacità di intercettazione e messa a disposizione di risorse, non solo finanziarie, che può offrire una Fondazione e meglio ancora una rete di Fondazioni. Insomma, non solo la professionalità dell'uno e i soldi dell'altra su singoli progetti, grandi o piccoli che siano, ma la volontà di creare stabili formule di collaborazione per una lotta alla povertà strutturale, partecipativa, responsabile. Un sistema nel quale le popolazioni dei paesi svantaggiati non devono essere meri destinatari passivi, ma protagoniste sin dalla fase di individuazione delle carenze e dei bisogni su cui impostare gli interventi. Un serio e non superficiale partenariato ONG-Fondazioni Bancarie deve portare ad accordi con almeno tre firme: quella dell'organismo, quella della fondazione e quella della comunità destinataria."

abitanti_di_nilaveli_vicino_al_nuovo_ospedaleParticolarmente significativa, in questo contesto, l'esperienza della Fondazione Carife per la quale il sostegno all'attività di tutti coloro che si prodigano nell'aiutare le cosiddette "categorie deboli" è tra gli impegni fondamentali da essa sostenuti. Tale impegno spazia dal servizio di prima accoglienza, all'assistenza domiciliare oncologica, oltre alla cura degli anziani in case protette e all'assistenza del disagio mentale. Sono inoltre sostenute anche quelle associazioni che promuovono l'integrazione sociale per i diversamente abili, oltre a fornire i mezzi strumentali sia all'operato di chi fa volontariato, sia all'apprendimento di un lavoro da parte di chi è ospite delle strutture. In tutti questi ambiti la Fondazione sceglie di sostenere quei partner il cui operato diventa la loro prima credenziale. Prevalentemente vengono scelti dei progetti la cui ricaduta sia indirizzata sul territorio ferrarese, ma le situazioni contingenti e la consolidata collaborazione con alcuni qualificati "operatori del Terzo Settore", hanno portato la Fondazione a sostenere anche progetti rivolti ad un contesto diverso da quello locale, nella consapevolezza che oggi più che mai ci si debba rapportare ad un sistema globale di relazioni, tanto economiche e culturali, quanto sociali e di cooperazione. La decisione della Fondazione Carife di finanziare il progetto del VIS, per il miglioramento delle strutture sanitarie dell'ospedale di Nilaveli, risponde alla consapevolezza di voler far fronte a responsabilità all'interno della società globale ed alla volontà di realizzare concrete azioni per il benessere di tutti.

Già in passato la Fondazione ha partecipato ad iniziative di solidarietà internazionale, quali l'appoggio offerto al Tharaka Hospital in Kenya, mediante l'acquisto di un fuoristrada-ambulanza, mezzo per garantire assistenza sanitaria anche negli angoli più isolati della regione del Keru, dove è situato il Tharaka Hospital, un'opera realizzata grazie all'impegno di un ampio gruppo di associazioni ed enti ferraresi.

Il tratto comune di questi progetti è stato il rapporto diretto che la Fondazione intesse con chi offre un contributo concreto al miglioramento dell'esistenza di chi abita quei luoghi, oppure un aiuto a risollevarsi dopo un evento catastrofico. Sotto questa ottica è stato concepito il viaggio a Nilaveli del Presidente della Fondazione, il quale ha voluto portare un gesto di sentita vicinanza alle popolazioni di quella zona e un segno di viva gratitudine verso chi ha realizzato questo progetto.

Articolo parzialmente tratto dal numero di luglio 2007 di "Terzo Settore" de "Il sole 24 ore".

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